A commentare la moviola di Napoli-Parma si è aggiunto a distanza di giorni l’ex arbitro De Marco.
Queste le parole:
“Il SAOT, Semi-Automated Offside Technology, è un aiuto molto importante per gli arbitri e per il VAR che risolve in maniera oggettiva problematiche relative al fuorigioco. Funziona in questo modo: vengono analizzate contemporaneamente tutte le immagini di 10 telecamere che tracciano il movimento dei calciatori e del pallone: il frame non viene scelto dall’arbitro né dal VAR, ma dal sistema che individua il momento con una percentuale di affidabilità molto alta, sopra il 90%. Sono dati oggettivi. L’operatore VAR fa solo un controllo di coerenza sul punto di contatto: verifica che il punto di contatto individuato sia quello corretto in base a quando c’è l’impatto con il pallone. Da lì si fa la ricostruzione 3D del calciatore che è basata su molti punti anatomici e su questo viene tracciata la linea“.
“Mazzocchi? Può sembrare che oltre la linea ci sia solo il braccio, perché la visualizzazione probabilmente è stata fatta con la telecamera sbagliata, e sappiamo che nel fuorigioco non è una parte punibile. Ma in realtà la tecnologia ha rilevato che una parte della spalla, che invece è punibile, superava la linea. Parliamo di centimetri, ma che per regolamento bastano affinché venga fischiato il fuorigioco. È una decisione automatica ed è applicata allo stesso modo in tutti i campionati in cui viene adoperato questo tipo di tecnologia. La visualizzazione che è stata proposta può trarre in inganno, perché non è chiara. Però da quello che è stato valutato in sala VAR, cioè i dati oggettivi, si è visto che la porzione della spalla superava la linea difensiva ed era punibile. Non c’è interpretazione umana con il SAOT, è un dato oggettivo“.
Questa l’opinione di De Marco, che ovviamente non può fare altro che difendere i suoi ex colleghi ed amici arbitri.




